"punti di vista"

fabbrica abbandonata toscana
Il mini-reportage della Silston

La fotografia mi piace. Mi piace per tanti motivi, ovvio, ma questa sera voglio parlarvi di un aspetto in particolare: mi piace perchè uno stesso soggetto può essere visto, letto e riportato in maniera diametralmente diversa.

 

Ricordate la mini-gallery sulla fabbrica abbandonata in Toscana che ho pubblicato qualche tempo fa? Bene, la stessa fabbrica è stata ripresa in due gallery di due amici fotografi: Elisa Posella e Giulio Speranza.

 

Vi consiglio di guardare le loro immagini, valgono.

 

Elisa ha realizzato una serie di ritratti "improvvisati" dentro la fabbrica: si è completamente disinteressata al luogo fine a sè stesso per dedicarsi a sfruttarlo come location per ambientare i ritratti di Veronica. Veramente, non sembra lo stesso posto fotografato da me.

 

Giulio ha realizzato una serie di scatti molto più simili ai miei, per certi versi. Il soggetto della sua gallery è la fabbrica stessa. Nelle sue foto l'elemento umano, gli operai, quasi non si percepisce. Forse ciò che maggiormente riconduce agli operai che vivevano di quella fabbrica è la scritta "chiudere" che si legge su una porta.

 

Ecco, questo è uno degli elementi che tanto mi piacciono della fotografia: la capacità di un soggetto di far venir fuori l'anima del fotografo o, almeno, il suo particolare intento del momento in cui scattava. Eravamo nello stesso luogo ma: Elisa ha sfruttato la fabbrica per ambientare i ritratti, Giulio si è soffermato principalmente sull'edificio, io ho cercato di riportare la presenza (assenza) degli operai che di quella fabbrica vivevano.

 

Una delle magie della fotografia.